donne ch'avete intelletto d'amore
da “Vita Nova” di Dante Alighieri

lo spettacolo
Per celebrare i 700 anni dalla scomparsa del sommo poeta la cosa più bella è tornare alla sua prima opera compiuta, La vita nova. È il libro, in prosa e in versi con cui si conclude la sua giovinezza. L‘opera, difficile, può essere letta a diversi livelli: come raccolta e sintesi della produzione giovanile del poeta, come racconto del suo amore per Beatrice, come riflessione sulla sua poesia lirica, come congedo da essa in attesa di altri modi di espressione.«In quella parte del libro della mia memoria dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice: “Incipit vita nova”. Sotto la quale rubrica io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento d‘assemblare in questo libello, e se non tutte, almeno la loro sentenzia».
Questo l‘avvio, con l‘immagine tutta medievale della memoria come di un libro in cui sono scritti i ricordi e, dopo poche pagine, il titolo scritto in rosso di un capitolo che segna l‘inizio della vita nuova, della vita rinnovata da Amore. Dante manifesta l‘intento di trascrivere le parole della sua giovinezza e, se non di raccontare tutto, almeno di trarne il significato. Ha trent‘anni allora: il libro della memoria gli offre esperienze non remote, ma trascorse tanto da poter essere guardate col necessario distacco per coglierne il valore.
voci narranti: Paola Sembeni, Andrea Albertini,
Pino Navarretta, Bruno Frusca
cantante: Elena Cominelli
chitarra: Leonarda De Ninis
flauto: Raffaele Ciavarella
musiche di: Giancarlo Facchinetti e Tommaso Ziliani
adattamento e regia di Bruno Frusca
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